“Voci del Bosco”: il Bosco della Cappuccina incontra i centri Belchite e L’Abbraccio

Primavera 2026. Una mattina fresca, il bosco della Cappuccina che si sveglia, e un gruppo di ragazzi dei centri Belchite e L’Abbraccio che lo esplora con occhi curiosi. Tra i rami, le foglie cadute e la corteccia rugosa degli alberi, nasce qualcosa di inaspettato: un erbario collettivo, fatto di impronte, colori e storie.
L’occasione è arrivata grazie a Emma Cocco, 25enne carpigiana e studentessa del Master in Eco-social Design all’Università di Bolzano, che per la sua tesi di laurea ha scelto proprio Carpi — e il bosco della Cappuccina — come caso studio. Il progetto, intitolato Voci del Bosco, aveva un’ambizione precisa: rimettere in connessione i cittadini con i boschi urbani, spazi preziosi ma spesso ignorati o guardati con diffidenza, coinvolgendo associazioni, professionisti e realtà del territorio in un percorso di iniziative pensate per durare nel tempo, anche oltre la tesi stessa.
I centri Belchite e L’Abbraccio hanno risposto con entusiasmo all’invito. Il 18 febbraio mattina, i ragazzi si sono ritrovati al bosco insieme a Emma per un’ora e mezza di esplorazione: raccolta di foglie, frottage sulle cortecce, scoperta silenziosa di un angolo di natura a due passi da casa. Il risultato è stato un erbario collettivo, che ha poi accompagnato Emma nella discussione della sua tesi, come testimonianza viva del progetto.
I nostri centri non erano soli in questo percorso: Emma ha saputo costruire attorno al bosco una vera e propria rete. Con la Scuola dell’Infanzia Arcobaleno e la naturalista Franca Zanichelli i bambini hanno conosciuto gli abitanti del bosco; con gli Scout di Carpi 2 si è ragionato sull’apparente “disordine” della natura e sul suo valore; con la nutrizionista Elisa Semeghini si è camminato in modo consapevole tra i sentieri; con gli anziani del Care Residence si è parlato di come sia cambiato nel tempo il rapporto con l’ambiente; con Legambiente Terre d’Argine e gli Ecobusters il bosco è stato ripulito dai rifiuti.
Emma si è laureata il 19 marzo, ma il suo lavoro non si è fermato lì. Ha fatto visita a entrambi i nostri centri per consegnare personalmente l’erbario realizzato insieme — un gesto semplice e significativo, che restituisce ai ragazzi la memoria di quella mattina e la concretezza di ciò che hanno creato. Voci del Bosco è diventata anche una mostra, allestita presso il Ceas di Carpi, e potrebbe tornare a novembre in occasione della Festa dell’Albero.
Ora Emma è partita per un tirocinio ad Amburgo, ma l’augurio che ci lascia è chiaro: che il legame tra la città e i suoi boschi continui a crescere, coltivato da chi li abita ogni giorno.
